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Osate la Riviera in quota! - I villaggi arroccati della Costa Azzurra



«Questa magnifica pienezza della luce ha su di me, mortale molto tormentato (e spesso desideroso di morire), un’azione quasi miracolosa...»

Così parlava Nietzsche, nelle ore in cui il sole in fusione si stempera nell’acqua, risalendo angosciato e poi passo dopo passo rigenerato, l’arduo sentiero che dal litorale porta a Eze, gioiello dei villaggi arroccati della Costa Azzurra.

Dalle spiagge del Mediterraneo, volgendo le spalle al mare, lo si indovina in equilibrio sulla nuda falesia, aggrappato ad un balcone roccioso o immerso nella vegetazione che corona la cupola che domina le valli. Fra i 163 comuni della regione questi villaggi sono più di cento.

Tutti senza eccezione sono il ricettacolo della storia politica, militare – Vauban ha moltiplicato le mura difensive in questa regione – economica, religiosa e artistica delle Alpi Marittime... Tutti hanno accolto i grandi nomi del nostro patrimonio: Nietzsche a Eze, Saint-Exupéry o Camus a Cabris, Eluard, Picasso, Cocteau o Man Ray a Mougins, Chagall, Montand, Signoret, Prévert a Saint-Paul-de-Vence, Bréa nell’alto entroterra Nizzardo. Senza dubbio perché, più vicini al cielo, con il paradiso dispiegato un po’ più in basso, lo sguardo attento, l’immaginazione è più feconda.

Quando la luce è pura o, che importa, anche se le nuvole sono minacciose, non bisogna aver paura di partire baldanzosi alla scoperta della Riviera d'altitudine e di dare verticalità ai propri itinerari.

Da Cannes, bisogna risalire fino a Grasse, passando per Mougins e poi Cabris e il suo punto panoramico sull'Estérel e il lago di Saint-Cassien. Nulla impedisce di spingersi ancora più in alto, moltiplicando le soste prima di raggiungere Aiglun e la cascata di Vegay con il suo impressionante salto d’acqua ghiacciata di 140 metri.
Le strade a stretti tornanti si srotolano sotto i pini portandovi fino alla frontiera del fiume Var, dove Bonson, arroccata sul costone di uno sperone roccioso sorveglia la vallata e, d’estate, vive al ritmo di un grande brivido di libertà artistico con il Festival del "Peu".

A dire il vero tuttavia, ogni valle ha la sua ghirlanda di perle, non solo rare, ma assolutamente uniche.
Le Gorges du Loup ospitano Gourdon, paesino a nido d’aquila, vero balcone della Costa Azzurra, da dove prendono slancio gli appassionati del volo libero, ma anche Cipières. Nella Vésubie, l’antro dei lupi nel cuore del Boréon, Venanson si erge su uno sperone dove stalle e fienili stanno aggrappati intorno ad una chiesa del XVII secolo.
Nella Tinée per inebriarsi di sensazioni vertiginose bisogna scoprire Bairols, che ci promette il Paradiso se si gira tutt’intorno senza cadere, oppure Ilonse. A Entrevaux, ancora più in alto, si entra direttamente nel Medioevo.

Nella valle della Roya sette chiese, fra le quali una ospita un organo italiano classificato monumento storico, ritmano la vita di Saorge, mentre Tende si apre sulla Valle delle Meraviglie, e la frazione di Granile, infossata nelle viscere della montagna, nasconde rarissimi affreschi trompe-l'œil.

Nella vallée del Paillon, si stagliano Lucéram con le sue sette cappelle e, a Natale, le sue centinaia di presepi, ma anche Peille, classificata fra i più bei paesi della Francia, che ospitò una forca e, molto tempo più tardi, il poeta ribelle Léo Ferré.

Nell’entroterra di Menton lontano da Eze, si può misurare la potenza di Roma scoprendo il Trofeo d’Augusto alla Turbie, da dove si gode della vista più spettacolare sulla Manhattan della Costa Azzurra, il Principato di Monaco, con i suoi grattacieli e il Palazzo aggrappato alla Rocca.

 

  

Giugno 2010

 
François Rosso


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